Carissimi lettori, oggi la Chiesa festeggia la Cattedra di San Pietro, simbolo del ministero dei Sommi Pontefici per l'unità della Chiesa, la fortezza della fede e la concordia nell'amore vicendevole. Mi è sembrato opportuno annunciare in questo giorno, con molta soddisfazione ed emozione, l'uscita, nei prossimi mesi, del mio nuovo libro che, come recita il titolo,
I Papi e Tivoli, è dedicato a un particolare aspetto della storia del papato che attiene alle sue relazioni, culturalmente assai significative, che esso ha avuto con la città di Tivoli, situata a pochi chilometri da Roma. Non si tratta di un legame episodico o circoscritto a qualche vicenda particolare, ma organico e continuato in tutte le epoche, con momenti di maggiore intensità che hanno avuto risonanza in tutto l'organismo ecclesiastico. Dalla primitiva e discreta predicazione di San Pietro, attestata da umili testimonianze archeologiche, all'elezione di due pontefici nativi di Tivoli (San Simplicio e Giovanni IX), passando per le contese medievali e il controllo della strategica città sul fiume Aniene, Tivoli ha recitato un ruolo di primissimo piano nella costituzione del potere temporale dei Successori di Pietro. Il famoso Papa umanista Pio II, quando si accinse a consolidare lo Stato Pontificio, pensò prima di tutto di costruirvi una possente fortezza, che ancora oggi troneggia nel panorama cittadino, poiché, disse, “noi portiamo opinione, essere più facile ricuperar Roma perduta possedendo Tivoli, di quello che ricuperar Tivoli perduta essendo padroni di Roma”. Quella Rocca divenne nel Cinquecento meta di villeggiature pontificie e tra le sue mura si verificò un fatto di importanza universale, la prima approvazione della Compagnia di Gesù da parte di Paolo III. I Papi rinascimentali si innamorarono del territorio tiburtino, pieno di tesori archeologici che dissotterrarono per arricchire le collezioni vaticane e non mancarono le fastose celebrazioni allegoriche. Una monumentale fontana nella celebre Villa D'Este fu costruita per solennizzare la visita di un pontefice, Gregorio XIII. Ma la città deve la sua stessa sopravvivenza a un Papa che la salvò dalle ricorrenti inondazioni del fiume. Fu Gregorio XVI infatti a realizzare il più utopico progetto del suo tempo, la deviazione dell'Aniene all'interno di una galleria scavata nella montagna e la creazione di una cascata artificiale di oltre 100 metri di caduta. Essendo nato e cresciuto in questa splendida città, ho sentito il bisogno di approfondire queste vicende e di raccoglierle in un volume di grande formato ed elegante, arricchito da studi personali e da curiosità inedite. Si tratta di un libro dedicato non solo agli abitanti di Tivoli che vogliono riscoprire il legame storico della loro città con i Papi, ma a tutti gli appassionati di storia della Chiesa. Il libro, a tiratura limitata, uscirà nel mese di aprile e potrà essere acquistato sui canali di e-commerce o direttamente dall'Editore, la Libera Editrice Tiburtina, oltre che agli eventi culturali di presentazione nei quali sarò presente. A presto con tutte le ulteriori notizie!
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Antonio Marguccio, I Papi e Tivoli. Storie, curiosità, devozioni, Libera Editrice Tiburtina, 2026.
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