Il Blog di Antonio Marguccio. Per difendere la Santa Chiesa Cattolica e il Papa
domenica 23 marzo 2025
Il pollice alzato e lo schiaffo alle danze macabre. Le dimissioni di Francesco dal Gemelli
Se non è un miracolo, poco ci manca. Il saluto di Papa Francesco dal balcone del Gemelli e le sue dimissioni dall'ospedale, avvenute questa mattina dopo 39 giorni di ricovero, segnano la conclusione positiva di un momento difficilissimo del pontificato. Il peggio è passato (e ci sono state giornate davvero in bilico), per Francesco si apre ora una nuova fase, nella quale certamente dovrà fare i conti con la sua fragilità e con l'inevitabile ridimensionamento degli impegni pubblici, almeno per i mesi a seguire. Ma di questa storia che ha visto la mobilitazione di tanti cuori di cattolici di tutto il mondo, che formano il grande cuore pulsante dell'Ecclesia, tutta insieme orante per innalzare la sua preghiera a Pietro come ai tempi degli Apostoli viventi, rimane a mio avviso soprattutto l'ondata di fango, illazioni, millanterie, veleni e falsità sistematiche riversati dal sistema mediatico contro Papa Francesco. La cosa che più mi ha sconvolto non è stata nemmeno la facile e prevedibile sortita di siti ben noti per le loro manipolazioni allucinate della realtà a scopo di lucro, ma la credulità di tanti che quelle miscele avvelenate, se le sono bevute per davvero. La falsa notizia che Papa Francesco fosse morto pochi giorni dopo il ricovero è entrata prepotentemente nelle menti di chi, giovani e adulti da me conosciuti di persona, proprio questo volevano sentirsi dire, solleticati da qualche grosso complotto in perfetto stile Vaticano. Viene in mente ciò che diceva Chesterton a proposito della nostra epoca: il dramma di oggi non è che le persone non credono più a niente, ma che credono a tutto. Nell'era dei social, perfetto aggiornamento contemporaneo del mito di Narciso, siamo ormai talmente controllati da certi trend o talmente ingenui nell'uso delle fonti, da credere alle assurdità più macroscopiche. Il pollice alzato di Francesco, visibilmente prostrato ma ancora lì, a infondere ottimismo e bene, fede e preghiera, ottimi frutti di un pontificato che sa mobilitare il meglio delle coscienze cattoliche anche nei momenti di fragilità, sta a perenne monito contro la fake news e le tristi danze macabre fatte di "totopapabili" e quant'altro. Moltissime sono le cose che hanno colpito in questi 39 giorni di ricovero, ma soprattutto una, quegli angelus nei quali si scopriva un Francesco ancora più impegnato nel suo ministero, da una cattedra di sofferenza, che è poi la cattedra stessa, l'unica, di Gesù Cristo. E allora, i migliori auguri al Santo Padre per la sua convalescenza da questo piccolo blog! Evviva il Papa! Deo Gratias!