domenica 27 aprile 2014

Il giorno dei Papi santi


Per la prima volta nella storia la Chiesa ha canonizzato due Papi contemporaneamente davanti a una folla oceanica che ha riempito piazza san Pietro e tutta via della Conciliazione, giornata memorabile che si riallaccia ad altre giornate memorabili, come il “discorso della luna” di Giovanni XXIII o le travolgenti GMG romane di Giovanni Paolo II.
Il percorso che ha portato i due pontefici, certamente diversi tra loro per temperamento, spiritualità e idee, alla gloria degli altari è forse una chiave di lettura per capire questo evento di per sé irrituale, rarissimo nella storia del papato. In effetti entrambi i processi canonici hanno subito delle deroghe procedurali di non lieve entità. Per Roncalli si ventilò l’ipotesi di un’acclamazione del concilio ma Paolo VI scelse la via istituzionale. Eppure il processo, iniziato nel 1966, culminato nel 2000 con il riconoscimento del miracolo e la beatificazione, si è concluso senza il secondo miracolo con la canonizzazione “pro gratia” (5 luglio 2013) ordinata da Papa Francesco. Anche il processo canonico di Papa Wojtyla si è svolto all’insegna dell’inedito. Il giorno dei funerali, l’8 aprile 2005, la piazza gridò per minuti e minuti il famoso “Santo subito” durante l’omelia di Ratzinger che, eletto Papa, fece iniziare la causa solo un anno dopo, non aspettando i consueti cinque anni dalla morte, invitando la postulazione a “fare presto e bene”. In soli otto anni si è quindi giunti alla beatificazione (I maggio 2011) e alla solenne canonizzazione di stamani. Non voglio fossilizzarmi sulla burocrazia, quello che intendo dire è che, almeno così penso, la santità di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II è arrivata al termine di un percorso poco istituzionalizzato e dettato dal sensus Ecclesiae, in maniera simile a quanto avveniva nei primi secoli del cristianesimo e quasi per una necessità storica. È stupefacente notare quanto sia cambiato il papato nell’ultimo secolo e mezzo e quanto la figura del Pontefice si sia umanizzata, anche in conseguenza della società di massa, abbia perso quell’impenetrabilità tipica di un certo retaggio culturale per farsi vicinissima alle aspettative dell’umanità e di una Chiesa nella tempesta. Da Pio IX a oggi si sono avvicendati sul Soglio di Pietro 12 papi e di questi ben 7 sono santi, beati , venerabili o servi di Dio, mentre dal XVI al XIX secolo si contano solo un papa santo (Pio V) e uno beato (Innocenzo XI). Sembra proprio che un disegno provvidenziale abbia chiamato al timone della Chiesa contemporanea uomini incrollabili, testimoni di vita e maestri di fede credibili, proprio come Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. E anche questo è un “segno dei tempi” da non sottovalutare.